max and the city

...perchè la mia vita è una sit-com???

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giovedì, 05 aprile 2007

Più o meno un anno fa: “ma perché non vieni?”, e io: “Ciccio, non comprendo, venire dove? È un invito che la mia ottusità non coglie?”. “Qui da me, mi rendo conto che è un viaggio, ma se ti va la mia porta è apertissima”.

All’epoca declinai, ma poi quel viaggio inizia a farlo assiduamente.

E un anno dopo accetto anche l’invito.

Postato da: LestatGe a 17:29 | link | commenti (4) |

martedì, 14 novembre 2006

Il primo tentativo abbiamo provato a farlo agli inizi di maggio. Ricky Martin. Ma la tempistica è stata scarsa, e per di più si mise in mezzo una celebrazione collettiva famigliare che, si sa, in certe parti d'Italia più che un invito rappresenta un obbligo a cui non si può rifiutare.

Allora ci abbiamo riprovato, con Madonna. abbiamo pianificato nei dettagli il piano d'attacco, e con precisione chirurgica ci siamo accaparrati i biglietti. Penso gli unici in Italia a riuscirci il giorno della messa in vendita, prima che il sito impazzisse. Poi si è passati all'organizzazione effettiva dell'evento. Ma tutto è naufragato a pochi giorni dal concerto. A cui entrambi siamo andati, ma io sul prato, con un accompagnatore che non era quello della vigiglia. Sarkiapò più comodamente seduto, dove di fatto doveva essere, lui pure con una compagnia diversa rispetto a quella prevista. Io a piangere mentre parte "Live to tell". Qualcun' altro a sbarazzarsi del cellulare, che senno si fan danni.

Ora ci si riprova. A Milano. In pieno periodo natalizio. Se penso al proverbio "non c'è due senza tre", mi vengono i brividi. Allora mi rivolgo oltremanica, facendo mio un maggiormente benaugurante "third time lucky".

Speriamo!

 

Postato da: LestatGe a 08:48 | link | commenti (14) |

lunedì, 30 ottobre 2006

Sono vivo. Raccapezzo le idee solo un attimo!

Postato da: LestatGe a 08:43 | link | commenti (15) |

mercoledì, 13 settembre 2006

Momenti, tanti sono quelli di questo weekend…

Il ritrovarsi in fretta e furia a organizzarsi: treno, b&b, macchina da affittare. E affrontare tutto con la stessa eccitazione con cui mi preparavo alle gite scolastiche: totale euforia. Perché ci si rivede.

Godermi le sei ore e trenta di viaggio, perché piano piano mi sto avvicinando.

Incazzarmi per l’insistenza di una telefonata….e poi fare spallucce, perché qui, in macchina, con lui, ci sono io. E nessun altro.

La sabbia, la brace, il buio. E poi tu che ti sdrai su di me e ti lasci coccolare.

Darti i regali, quello serio e quello tanto simbolico.

Cucinare cucinare e cucinare.

A notte inoltrata abbandonare la casa dei tuo amici con un pretesto. E tu che pigli la bottiglia che ti ho portato e mi dici: “Andiamocela a bere in spiaggia”.

La giornata al mare, il sole non più bollente, l’acqua fresca al punto giusto…e ancora tu che ti lasci andare, e in una spiaggia non proprio gremita, ma neanche vuota, ti lasci nuovamente coccolare.

In macchina, i pugnetti affettuosi, gli sguardi silenziosi.

Ritrovarmi a stendere un asciugamano, e all’improvviso due mani mi afferrano il viso, due labbra si accostano alle mie, due bocche si schiudono….e non capirci più niente.

Le mie proposte. E non sentirsi dire “dai, poi vediamo….”.

E poi una mattina tutta per noi, e una giornata in cui si cerca di prendere il treno più tardi possibile. E si sta sulla banchina il più a lungo possibile.

Il nostro modo di accomiatarci, sempre uguale. Sempre bello. Io mi giro tu ti giri ci si sorride. E sta volta io che inciampo e cado dal treno…perché – come dicevi – sono un pasticcione.

Ma sono un pasticcione che è silometri avanti!!!!

Postato da: LestatGe a 08:31 | link | commenti (21) |

giovedì, 07 settembre 2006

Dopo mesi e mesi seduto su quel fiumiciattolo alla fine qualche cosa passa. Ok, in questi ultimi tempi con Gabriele ci si era sentiti via messaggio. Ma niente di più di qualche convenevole. Ieri, verso le due di notte, mi si chiede se sono mai a Genova, e che sarebbe anche il caso di vedersi, fare due chiacchiere. Ed eccomi lì, a fare la ruota peggio del più vanitoso dei pavoni. Non se ci si vedrà, anche perché non me ne può fregare di meno, ma il cadavere è passato.

 

 

Postato da: LestatGe a 11:01 | link | commenti (9) |

lunedì, 04 settembre 2006

Di spunti ce ne avrei parecchi:

Il solito viaggio apocalittico, con 2 ora di ritardo.

La cena cinese con la Mel, ritornata dopo un mese di vacanza/studio in Austria, bella incasinata con la testa e con il cuore.

La giornata di relax al mare.

Il ritorno a Milano con la Sciakka….e il fratello di Idris (si, proprio l’ex quelli che il calcio, ex isola dei famosi).

Invece c’è stato un episodio della durata di neanche cinque minuti che mi ha lasciato di merda. In treno, la Sciakka mi legge l’oroscopo, e alla fine resto a bocca aperta, e qui lo riporto, per chi lo può cogliere

 

“Cos’è la fortuna di Giove? Ve lo state chiedendo da quasi un anno e non avete trovato risposta. Significa la forza che combatte la cattiveria di saturno e di altri pianeti, significa non essere toccati da due difficili eclissi che si verificheranno in settembre, il 6 e il 22. Non solo questo, i due fenomeni saranno a vostro favore, perché vi aiuteranno a chiudere senza traumi qualsiasi rapporto che non soddisfa più il vostro esigente carattere e aprono la strada per relazioni nuove, felici”

 

Ecco, ma fra tutti e 30 i giorni di settembre, proprio quei due mi si doveva tirare in ballo???

 

E sul fatto che no, certi rapporti alla faccia di Giove non li voglio chiudere, beh, problema mio e della mia testa….del mio essere ancora un panzer!!!

Postato da: LestatGe a 15:10 | link | commenti (5) |

venerdì, 01 settembre 2006

Nella continua fuga dai miei pensieri ultimamente mi ritrovo a peregrina a Monza e zone limitrofe. Mi ritrovo a passare serate in cui succede di tutto, si parla di tutto, si ride e si piange. In cui mi ritrovo a meditare se mandare tutti a cagare e scappare una settimana a Mykonos, o a Ibiza. Peccato manchino le palle per farlo.

Mi ritrovo pure a non poter ascoltare la radio, perché ho il terrore di beccare due canzoni che potrebbero finirmi. Ecco, una ieri l’ho sentita. Quel maledetto ultimo singolo di Pink, che già mi ha smosso, e ricordo perfettamente dove e quando. Ieri mi sembrava di resistere, ma poi, sul “I’ll keep you in my head, until we meet again,and I won’t forget you, my friend”, ecco, in quell esatto punto, mi sono reso conto una volta di più che no, non ce la faccio…..

E ora aspetto con terrore di sentire per caso “oro nero”…quella si mi lascerà a terra, lacerato.

Postato da: LestatGe a 09:21 | link | commenti (8) |

mercoledì, 30 agosto 2006

Quando passi le giornate al lavoro, non a lavorare, ma a cercare lavori altrove. Perché vorresti trasferirti a Napoli, per tentare il tutto per tutto. Perché vorresti trasferirti a Roma, perché quella città ti è piaciuta in un modo folle, e perché lì ti sei ri-innamorato. Perché vorresti tornare a Genova, perché lì hai affetti a cui aggrapparti.

Quando passi la giornata a toccarti quel livido sul braccio, perché il lieve dolore ti rievoca quella toccata e fuga in centro Italia.

Quando stai un’ora di più in ufficio, perché hai paura di tornare a casa, perché lì non hai nulla da fare se non pensare.

Quando stai lì, a guardarti quel libro, senza avere il coraggio di continuare a leggerlo, perché è il libro che hai iniziato in treno, tornando il 9 agosto dalla Capitale. E forse se non lo finirai mai cristallizzerai il momento.

Quando tornando a casa alla radio capiti per caso su una stazione che ti trasmette “Diluvi Universali” e dopo il “troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane” scoppi a piangere. E no, non ti era veramente mai successo prima, di piangere mentre guidi.

Allora capisci che sei veramente lì lì, a due passi da sfracellarti contro il fondo.

Postato da: LestatGe a 09:05 | link | commenti (3) |

lunedì, 28 agosto 2006

Questa continua a essere inesorabilmente l’estate più assurda della mia vita. E quella più intensa. Dopo tre settimane in cui tutto fila, in cui le cose sembrano ritornare come qualche mese fa, in cui mi sento dire “ho bisogni di te”, all’improvviso mi sento dire “devo stare da solo”. E se è vero che ho a che fare con una mina vagante, è vero anche che io sono totalmente alla deriva. Questa volta però decido di prendere io l’iniziativa, di impormi. Perché quando si sta assieme si sta bene, cazzo. E allora basta fare il superuomo, basta voler fare da soli, quando è evidente che da soli non ci si basta. E allora compro il biglietto del treno, solo andata, al ritorno ci penserò a suo tempo. Prenoto l’albergo, mi do malato e parto. Prima però mi tingo i capelli. Di blu. Non per il colore, ma per tutto quello che ciò rappresenta.

E mi ritrovo in una camera d’albergo ad aspettare. Mi ritrovo ad arrendermi e dopo poche ore a disdire la camera e a prepararmi per tornare al nord. E mi ritrovo ad aprire la porta, perché qualcuno bussa. Non la cameriera, come ero sicuro, ma colui per cui sto facendo tutto questo. Piango. Piange. Il muro piano piano si sgretola. Perché io sono così, sono un panzer inarrestabile con un arsenale di armi che una volta fata breccia ti fanno stare bene. E me lo dice in stazione, mentre aspettiamo il terno, mentre seduto sui gradini mi guardi, che sei stato bene, con me. Come sempre. E me lo dice per telefono, qualche giorno dopo.

E poi però mi dici che devi stare solo, di nuovo…e io torno alla deriva….

Postato da: LestatGe a 09:59 | link | commenti (5) |

lunedì, 21 agosto 2006

Ritorno a queste pagine dopo un periodo complicatissimo, intensissimo, bellissimo e dolorosissimo. C'è stato il matrimonio di un'amica. Il primo a cui mi ha fatto realmente piacere partecipare. Il primo in cui ho fatto il testimone. C'è stato il concerto di Madonna, a Roma. Soprattutto c'è stata la vacanza, a Roma. Ci sono state mani che si sono strette dopo tanto. Occhi che si sono specchiati. Baci che mi hanno aggrovigliato lo stomaco. Anelli che sono passati da un dito ad un altro. Da una mano ad un'altra. Dal loro proprietario, al loro temporaneo nuovo custode. Ci sono state persone deluse. E come cornice tutta la bellezza di quela città. C'è stato il ritorno a casa, e la separazione. E ora c'è la paura e l'abbandono. E qualcuno che si sta inesorabilmente lasciando morire, senza lasciarmi fare nulla.... 

Postato da: LestatGe a 14:17 | link | commenti (5) |

venerdì, 28 luglio 2006

Capita che tutto precipita. Non resta che aggrapparsi ad una mail, e a qunto del proprio cuore si riesca a mettere in essa. Capita che una volta finita la si rilegga. Prima la si stampa, e sapendo i rischi ci si chiude in bagno.

Va a finire così che mi ritrovo lì, chiuso nel bagno, a rivire ciò che ho scritto. E a piangere.

Postato da: LestatGe a 14:46 | link | commenti (8) |

mercoledì, 26 luglio 2006

La tesi, di cui sono sempre stato convinto, è che relazionarsi con me sia facile. Sia a livello superficiale, come può accadere al lavoro, sia a livello più profondo e intimo. Come può accadere – deve accadere – in un rapporto di amicizia, o in una relazione. Non ho sbalzi d’umore, ho sempre un atteggiamento più o meno lineare. Insomma, in mia compagnia si sta bene.

 

L’antitesi, però, è che in fondo in fondo non sia proprio questa persona semplicissima. Sono ansioso, geloso, possessivo. Sia con gli amici, che con i ragazzi. E la cosa viene ulteriormente accentuata nel momento in cui quella che mi trovo a vivere è una non-storia. E allora inizio piano piano a dare il peggio. A regalare comportamenti di cui so già mi pentirò prima ancora di compierli. E di cui poi mi scuso e mi pento. Però cerco di imparare, di apprendere.

 

La sintesi è che cmq sono e resto una persona buona. Una persona per cui spesso è l’altro a venir prima. Non sono una persona cattiva, e quello che faccio, magari anche sbagliando, non viene fatto per il puro piacere di creare danno. Anzi, spesso viene fatto per eccesso di attenzione, di cura, di preoccupazione. Non per prendere per il culo. E mi dispiace che il pensiero possa anche sfiorare qualcuno.

 

Il nuovo punto di tesi mi vorrebbe maggiormente menefreghista. Mi vorrebbe – mi vorrei – un po’ più puttana. Con un bel po’ di numeri di telefono cui rivolgermi giusto per fare un po’ di “palestra”. Ne parlavo qualche sera fa. Qualche sera fa in cui cercavo di capire come certa gente scopi in continuazione pur non essendo neanche lontanamente evolutasi dallo stadio di primate. Poi mi arrendevo all’evidenza…io non sono così. Punto.

 

Conclusione condivisa dalla persona all’altro capo del telefono. Che mi sa che di me un bel po’ di cose le ha capite, e le cui parole ancora mi ronzano in testa e mi stordiscono. “Massi…tu non sei così…tu guardi al cuore delle persone…”

Postato da: LestatGe a 11:28 | link | commenti (19) |

lunedì, 24 luglio 2006

I miei weekend rivieraschi stanno assumendo toni grotteschi. In un mese sono riuscito a passarmi due sabati al pronto soccorso. A fare compagnia ai vari incidentati di turno. Per carità, sempre tutto bene, ma due chiacchiere in casa o in spiaggia o in un locale, no? Giusto sabato scorso è filato un po’ più normalmente, all’insegna della cultura in un castello sui monti. Ora vediamo cosa mi aspetta il weekend che viene. E il periodo di ferie….

Postato da: LestatGe a 09:36 | link | commenti (2) |

venerdì, 21 luglio 2006

Ieri l'ennesima porta mi si è sbattuta in faccia. Sempre dalla stessa persona. Ma questa volta la botta è stata un pò più violenta, ha fatto un pò più male, mi sono ritrovato col culo per terra senza più la forza di rialzarmi. Perchè una dopo l'altra le precedenti porte ho trovato come riaprirle, come cercare di fronteggiare l'ostacolo che sempre mi si ripresentava. Ma questa volta no. Per ora, no. E lì, per terra, attonito e allibito, riflettendo su che fare, su come fare a gestire un weekend  - fra due settimane - che potrebbe essere troppo doloroso, mi sono voltato di lato, e mi sono proteso verso un'altra maniglia, un'altra porta. Che credevo chiusa, a cui invece è bastato appoggiarsi perchè uno spiraglio si aprisse. E mentre ci guardavo dentro, scrutando ciò che già ho conosciuto, ho sentito la serratura dell'altra. E la chiave girava non per chiuderla, ma per ribadirmi che che forse la chiusura è stata dovuta più ad una corrente improvvisa, che ad un atto voluto. E intanto io sempre a terra. Sempre confuso. E - maleddetto me - pervaso da un senso di colpa che nessuno ha il diritto di farmi provare!

Postato da: LestatGe a 09:21 | link | commenti (5) |

mercoledì, 19 luglio 2006

In questo momento, dopo l'ennesimo repentino cambio di umore, dopo l'ennesimo improvviso cambio di programma - ieri pomeriggio si stava organizzando per vederci, adesso invece "non è cosa" - dopo l'ennesimo "non si sa quando ci vedremo", dopo l'ennesimo "ho bisogno di stare tranquillo, scusa lo so che ti sto facendo impazzire", dopo il mio ennesimo tentativo di passare qualche ora insieme andato a vuoto, in questo momento sono totalmente svuotato. Emotivamente vuoto. Perchè io capisco tutto, ho ingoiato ognuno di questi "dopo", ma vorrei che un pochino, anche solo un pizzico, si capisse anche me. 

Postato da: LestatGe a 11:06 | link | commenti (7) |

lunedì, 17 luglio 2006

Ormai niziavo a sentirmi un veterano dei treni, con i miei continui viaggi su e giù per l'Italia. Iniziavo anche  a scordarmi dei vari disservizi che hanno vessato il mio inverno. Sarà che viaggiavo su treni vip, o di notte. Fatto sta che venerdì, con la SCiakka, riprendo il treno per tornare in riviera. A parte che viaggiamo in corridoio, ma qui è colpa mia perchè ho cazzeggiato fino all'ultimo per comprare in biglietto non sapendo se sarei tornato a casa o se sarei andato ben più in giù. A parte ciò, arrivati a Genova sentiamo il seguente annuncio: "causa mancanza di un macchinista, questo treno ripartorà prima o poi": Cioè, nel senso che il macchinista è saltato giù al volo, che ha litigato con qualcuno e che quindi se ne è andato indignato? Ioo me la prendo a ridere, fino a che non ci vengono dati gli orar degli altri treni. prendiamo la comunicazione come un implicito avviso che il nostro treno non sarebbe mai ripartito. Scendiamo e ci gettiamo su un localaccio zeppo di gente e senza aria condizionata. Le porte si chiudono...e l'altro treno improvvisamente riprende vita e parte. A Brignole riscendiamo e risaliamo sull'altro....ormai contro ogni previsione riusciamo ad arrivare a casa....

Postato da: LestatGe a 10:02 | link | commenti (6) |

mercoledì, 12 luglio 2006

Non sopporto che non mi si risponda ai messaggi. Capisco non scrivere qualcosa immediatamente, ma ignorarmi del tutto no. Anche perchè, se fino a qualche mese fa sentendomi dire che non ci si riusciva perchè al lavoro, chinavo il capo e tacevo, essendo all'epoca cazzeggiatore professionista. Ma ora pure io lavoro. E non sto in miniera. E non conosco nessuno che scavi carbone. Quindi il tempo c'è. Anche semplicemente sfruttando i tempi mortissimi degli spostamenti in autobus. Quindi non può che essere menefreghismo. O cafonaggine.

Postato da: LestatGe a 09:05 | link | commenti (13) |

venerdì, 07 luglio 2006

Sulla teoria sono ferratissimo. Ieri dispensavo perle di saggezza analizzando la situazione con fredda logica. E' nella pratica che le canno tutte, o quasi. E lo faccio consapevolmente, sapendo che sto facendo una vaccata. In tutto questo la prima cosa non è addossarmi la responsabilità, ma addossare la colpa sempre a quel povero cristo ormai più che passato del mio ex. In realtà, diciamocelo, ci metto del mio. E se può anche essere che un background un pò negativo mi influenzi, è anche vero che certi atteggiamenti fanno parte del mio essere. Certi atteggiamenti che voglio cambiare, perchè so che non mi stanno portando a nulla. Non ci stanno portando a nulla. Certi atteggiamenti che ti chiedo di sopportare e di aiutarmi a modificare. Che potrebbe essere meglio per entrambi.

Postato da: LestatGe a 09:26 | link | commenti (5) |

giovedì, 06 luglio 2006

Alla fine si è optato per frenare un pò. Ridare un nome al tutto. E partire con nuove basi. Perchè le intenzioni sono per entrambi buone. E si sa che si potrebbe stare bene assieme. Ma la tempistica è stata un pò bastarda. e allora reimpostiamo il tutto.

Postato da: LestatGe a 12:02 | link | commenti (11) |

lunedì, 03 luglio 2006

Weekend decisament intenso: venerdì prendo il treno, alle 18:10, per tornare in riviera. Sabato mattina sveglia alle 6:30, passo da Genova a prelevare la Mel, e via, verso Milano per un matrimonio. Dopo la cerimonia, un'ora a zonzo per il Pavese in cerca del postodel rinfresco. Alle 18:30, trangugiata la torta, in macchina per tornare a casa. Alle 21:00, appena varcato il casello di Nervi dopo aver salutato e ringraziato la mel, folgorazione: le ho lasciato il portafoglio. Merda. Arrivo a Recco, sco e rientro, e di nuovo a Genova. Alle 22:00 sono a casa. Mi doccio. Alle 00:37 ho il treno per Napoli. Dove sto circa dodici ore. A sto punto dovrei riprendere il treno per Milano e andare a lavorare. Ma faciamo che mi do malato e mi faccio qualch giorno in rieviera per ripigliarmi, che sono un filino stanco....

Postato da: LestatGe a 18:44 | link | commenti (8) |

martedì, 27 giugno 2006

Il fatto che le notti qui a Milano io le stia passando sdraiato sul pavimento nel tentativo di cercare un minimo di fresco, non sta giovando al mio umore.....

Postato da: LestatGe a 08:37 | link | commenti (18) |

lunedì, 19 giugno 2006

Alla fine riesco anche io a farmi il mio primo giorno di mare, con tanto di primo bagno e prima scottatura. Scottatura nei posti più improbabili, ovviamente: come il dorso dei piedi…

Il tutto in un clima intimo, e di vacanza. Perché il fidanzato, alla ricerca di un po’ di evasione, concilia questa necessità con quella di starsene belli tranquilli. E così mi fa diventare partecipe di quella che è la sua personalissima Arcadia. E finiamo per esulare un pochino dal solito, e salvo la parentesi mare, si vive una dimensione un po’ diversa. Perché diverso è il posto, e la tranquillità che esso emana, così immerso in quell’ atmosfera tipica delle località di villeggiatura, quando ancora non sono state invase dalle folle di vacanzieri, che neanche in quelle due settimane di stop riescono a staccare e quindi continuano a correrecorrerecorrere. Così diversa è la casa, una casa al mare come forse te le aspetteresti in Grecia. O in qualche isoletta sperduta nel Mediterraneo. Così diverso è il quotidiano, e a fianco dei soliti mille caffè, c’è anche la prima cena preparata assieme, le prime piccole manie, piccole attenzioni disseminate qua e là. Anche qualche piccola paranoia. O meglio, diciamo qualcosa di giustamente importante che va a ripercuotersi sul resto. Io mi ci son messo di impegno a far capire che un superuomo non lo voglio e non lo cerco. Che stare assieme vuole pure dire confrontarsi con manie, paranoie, problemi, ansie. Confrontarcisi, e condividerle. E magari, ogni tanto, aggrapparsi totalmente all’altro. 

Postato da: LestatGe a 11:11 | link | commenti (12) |

giovedì, 15 giugno 2006

Collega: ma all’ultimo mondiale da che è che siamo stati eliminati

Io         : mi pare dalla Corea.

Collega: ma no, ma che dici. Quelli ci hanno eliminati agli europei!!!

Io         :……

Postato da: LestatGe a 09:31 | link | commenti (15) |

martedì, 13 giugno 2006

La mia serata mondiale è stata ovviamente degna del più tragico Fantozzi.

Barbie mi invita da lei per vedere la partita. Certo, questo vorrà dire che non potrò avvalermi della radiocronaca della Gialappa. Ma decisamente meglio che starsene da soli. Insieme ad una birra, l’idea è quella di nutrirsi a pizza. E questo è uno dei problemi: non tanto perché ultimamente sto mangiando solo quella, ma perché la proposta è di prenderla da un kebabbaro. Ora, lasciamogli fare il kebab a sti arabi, ma la pizza anche no….ma Barbie sostiene sia buona, e io – non so perché improvvisamente dimentico delle sue note incapacità culinarie – mi lascio abbindolare. Non solo il “pizzaiolo” si dimentica della nostra ordinazione, facendoci perdere l’inizio della partita, non solo la pizza sapeva di cartone e io la sto digerendo ancora adesso, ma Barbie probabilmente verrà lapidata da una marmaglia di Talebani. Infatti lei ha suscitato sguardi sgomenti chiedendo una pizza con la salsoccia….nota la dimestichezza dei musulmani con la carne di maiale, mi chiedo se la prossima volta mi porterà a degustare fiorentine in un ristorante indiano…

I problemi non finiscono, ma anzi se ne ripropongono di nuovi quando accendiamo la tv. Diciamo che il segnale non era dei migliori, e di fatti in campo c’erano 44 giocatori e due palloni….A corollare il tutto, decido di tornare a casa per una strada alternativa, e ovviamente mi perdo. E mi perdo in mezzo alla marmaglia festante, che manco avessimo già vinto la Coppa del Mondo….

Postato da: LestatGe a 14:09 | link | commenti (13) |

mercoledì, 07 giugno 2006

Dopo più di un mese finalmente riesco a rivedere la Sciakka, così da poterla dettagliare sugli ultimi repentini sconvolgimenti nella mia vita. Si cena da lei, e l’appuntamento è sotto casa sua. La vodo arrivare con faccia sofferente, oberata dal peso di due sacchettoni della spesa  (penso io….). “Ciao Sciakka”.

 “Vaialdxdprendi2bottigliedacquaduepacchidipastatieniisoldi. Io mi sto cagando addosso”.

 

Non so bene perché, ma ogni volta che la Sciakka mi invita a cena quello che si ritrova a cucinare sono io, e ieri non è andata diversamente.

 

E come ogni volta capita a tavola un personaggio curioso; questa volta è toccato ad una Texana a Milano da 4 anni, che poche settimane fa è stata mollata dal fidanzato a poche ore dal matrimonio.

 

Cmq la missione principale è stata svolta:io ho resocontato e lei ha approvato!

 

Postato da: LestatGe a 14:15 | link | commenti (7) |

lunedì, 05 giugno 2006

Cercare di organizzare, giovedì, la trasferta del weekend, non è impresa facile. Perchè quello appena passato non era un weekend qualunque, ma c’era di mezzo il ponte. E non ero l’unico ad volermi spostare. Già la ricerca di un alloggio in quel di Napoli non è stata cosa facile, ma per fortuna ho demandato questo compito ad una mente più arguta, che ha trovato una soluzione ottima. E’ andata anche meglio della volta precedente, a parte che sta volta in casa non ero da solo, ma in compagnia di un terzetta di scoppiati che sabato notte hanno lasciato la chiave della porta. Ergo, io impossibilitato a rientrare e piagnucolante al telefono, alle due di notte “Tesò, mi hanno chiuso fuori!!! Aiuti!!!”. Beh, attaccandosi tenacemente e accanitamente al campanello abbiamo risolto.

Il viaggio invece è rimasto in mano mia, e delle FS. Non ho potuto far altro che prendere quel treno assurdo che fa, per arrivare giù, il coast to coast…al ritorno è andata anche peggio:niente cuccetta, quindi mi sono rannicchiato con le ginocchia in bocca in preda ai crampi dalle nove di sera fino all’alba, ora dell’arrivo a Genova, per il cambio treno. Certo, ci sono stati dei momenti notevoli, come quando, nel cuore della notte e tutti in preda al dormiveglia veniamo svegliati da un grido di terrore: “Oh ddddioooooo!!!!!!!”. E io riesco, prima di svegliarmi del tutto, a vedere una figura nera, con tanto di coltellaccio, incombere su tutti noi…in realtà è tutto frutto della suggestione…cosa che mi accomuna alla tizia urlante, che dopo essersi resa conto di essere una folle, implora perdono….

Postato da: LestatGe a 09:47 | link | commenti (16) |

martedì, 30 maggio 2006

Sto iniziando ad essere insubordinato sul lavoro. Due settimane fa mi sono inventato un malanno di mamma, per prendermi due giorni di ferie. Venerdì mi sono preso un’ora di permesso per fare in tempo a prendere il treno. Ieri il pomeriggio libero per un colloquio. E ora sto cercando di corrompere un ex compagno di liceo per farmi fare un certificato medico falso…

A proposito di venerdì, sta volta ho viaggiato da signore: in Eurostar, e pure in prima classe. Non tanto per scelta, ma in quanto la seconda era tutta completa. Del resto quello era l’ultimo treno utile per poter abbandonare Milano per raggiungere località più amene.

Adoro i ritmi di vita del sud; venerdì il entro storico era gremito di gente, di ogni tipo e genere. Comprese arrapate americane che con notevole nonchalance mi passano una mano sull’uccello. Ok, l’oggetto del desiderio erano i chewingum nella mia tasca, e non i miei genitali, ma il gesto è stato cmq curioso….Alle 2:00 si inizia a sentire il richiamo di casa. E la voglia di stare un po’ in due. E la voglia di non doversi trattenere ma lasciarsi andare. E dirsi e dimostrarsi che ci si vuole bene.

Ci saremmo poi svegliati anche ad un orario decente, in tempo magari per andare al mare, peccato che la pigrizia si dimostra essere fida compagna di entrambi, e quindi all’alba di mezzogiorno…facciamo colazione….E poi mille e mille chilometri in giro fino a concederci un pranzo in compagnia ad orari per me più vicini alla merenda.

In serata si mangia, tanto, e si beve, tantissimo. E domenica si replica. Fino all’ora in cui mi tocca ritornare in stazione. Sta volta viaggio in cuccetta, che nonostante il mio essere prevenuto è andato benissimo. E il lunedì mi vede già fastidioso e piagnucoloso. Perché ora si che sto bene. Ma in una città che non è questa, con persone che non sono i miei colleghi, con una persona a cui vorrei dare ben di più che due soli giorni….

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giovedì, 25 maggio 2006

Pensavo di aver sperimentato il meglio, in ambito di compagni di viaggio, in questi mesi. Ovviamente sbagliavo. Il viaggio di andata, verso il Sud, è passato abbastanza indenne, a parte che una volta di più ho preso coscienza delle mie carenze geografiche quando arrivando in quel di Lodi non ho potuto che interrogarmi su dove, rispetto a Milano, si trovasse questo mitico luogo in cui il mio treno era approdato. Ho dovuto attendere fino alla successiva stazione, per capire che effettivamente tutto procedeva al meglio. E lì è salita una tizia con cui me la sono raccontata sino allo sfinimento finchè entrambi siamo arrivati a destinazione. La medesima, per altro. Il ritorno è stato decisamente più impegnativo: mi ritrovo in scompartimento una tizia dall’aria spaesata, che si scoprirà essere una Statunitense alla scoperta del bel paese. E anche alla scoperta della lingua italiana. Di fronte a me matrona locale con immensa voglia di comunicare. Io non l’ho cagata di pezza e lei quindi si è rivolta all’ Americana. Tralascio sull’assurdità dei dialoghi…Nella capitale sale un toscano, che armato di inglese improbabile inizia a fare il provolone con Alice (pure il nome, ho scoperto, mio malgrado), e quando viene fuori che la poretta studia canto lirico e che a Firenze sarebbe andata all’opera, il Fiorentino si è messo a cantare una qualche romanza. Ovviamente questo non è stato il punto più basso del viaggio. La matrona trova, sempre a Roma, la sua degna compagna:una Pugliese salita a bordo con lo stesso carico di logorrea ed ignoranza. Tra le varie perle. L’Americana fa presente che “When I was 14 I went to Thailand, you know Thailand?”. Le signore non colgono. Lei le soccorre:”near Vietnam”. E grazie a ciò I buchi neri delle loro menti vedono la luce:”Ah, in Austria!!!”. Ecco, a sto punto, dopo qualcosa come 4 ore di viaggio, mi sento in dovere di proferire verbo. “No, signora…non austria. Tailandia” “Ma ha detto Vienna” “No, ha detto Vietnam”. Liberatici della Newyorkese le due signore rinnova la loro amicizia iniziando a confidarsi disgrazie…e poi il culmine:scambio di foto dei nipotini….

Ora, il viaggio di questo weekend, all’andata, lo farò in Eurostar. Pure in prima classe, il signorino, quindi dovrebbe filare liscio. Ma il ritorno sarà in cuccetta…e già ho paura….

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martedì, 23 maggio 2006

In questi ultimi tempi sono stato più latitante di Provenzano. A dire il vero ogni tanto qualche mio posto faceva capolino, per essere poi cancellato poco dopo (che poi scopro che cmq non sono mai stato sufficientemente tempestivo, e il tutto veniva letto, ma poco male…). In uno di questi scomparsi scrissi di viaggi, treni e stazioni. Beh, alla fine sto treno l’ho preso. Con un carico d’ansia che so solo io. Arrivo addirittura a ripetermi come mantra l’oroscopo della domenica di Paolo Fox: “Per lo scorpione sarà una settimana di soddisfazioni, ma dovrà faticare per ottenere ciò che vuole. Per le questioni di cuore, ottimo il weekend. Magari prenotatevi un bel alberghetto per il fine settimana”. E fa niente se invece che un alberghetto mi son prenotato un b&b. E tralascerò la fatica titanica per trovarne uno che mi volesse, ma alla fine è andata bene.

Per tutto il viaggio vorresti prenderti a legnate tra i denti per avere quel carattere che ti porta a riversare tutto subito, ogni aspettativa, ogni speranza. A lasciare che la razionalità se ne vada a fare un giro e lasciare tutto ma proprio tutto in preda all’emotività. Anche perché potevano mandarti a fanculo in un nanosecondo invece che stare lì a rassicurarti, invece che stare lì a rispondere all’innondazione di messaggi e telefonate, spesso fatte senza senso, spesso fatte solo per sentire una voce, cogliere un umore.

Poi arrivi, e allora non è più tempo di pensare, ora è giunto il tempo di giocarsela tutta, fino in fondo. E quindi le paranoie e l’ansia le lascio sul treno. O per lo meno ci provo. Perché dopo esserci presi un caffè in attesa che lo sciopero dei mezzi finisse (si, perché ovviamente non solo ho dovuto fronteggiare i treni pieni, i b&b affollati….ma pure i ferrotranviari, che avranno anche le loro ragioni, ma cazzo, proprio quel venerdi lì!!!), dopo aver posato l’immane bagaglio, dopo aver subito capito che sì, la conversazione scorreva, mi ritrovo già fra i suoi amici. Cazzo:subito il test più difficile!!!! E poi di nuovo in due, in giro, e poi ancora in tanti. E poi….e poi…e poi c’è che ci si siede uno davanti all’altro, e c’è che la sua mano si posa sulla spalla. E lì resta. E lì le dita iniziano ad accarezzarti. E allora il cuore si incasina, perché prima smette di battere…poi acceleraacceleraaccelera. E allora si piomba in piena regressione, perché io non mi ricordo proprio di aver passato una notte come quella tra venerdi e sabato. Mai sono stato preso da una voglia così irrefrenabile di rivedersi, che dopo tre ore di sonno sei già sveglio, e a quel punto non puoi fare altro che girarti e rigirarti, perché di addormentarsi non ce n’è più verso. Probabilmente è così che i quindicenni passano la notte tra il primo appuntamento e il secondo. Io, col doppio di quegli anni, l’ho passata uguale.

Il campanello suona puntuale, e con piacere scopro che non sono stato l’unico a dormire pochino. Dopo una colazione ad un orario improbabile si fa i turisti.

E dopo aver fatto i turisti…non si è più due entità separate…ma improvvisamente tutto si coniuga al plurale. E scopri che ci sono un sacco di cose che le storie passate non ti hanno dato. Come il reciproco entusiasmo. Come il confrontarti con qualcuno che all’entusiasmo di un bimbo accompagna la testa di un adulto. Come essere in due non solo in casa, ma anche fra gli amici, su un terrazzo sotto il sole delle cinque.

Poi, beh, bisogna anche tornare a sto cazzo di lavoro, che odi perché ti toglie tempo, ma del resto se non ci fosse, sti viaggi come li pagheresti? Anche in treno mi ritrovo ad essere una caricatura di uomo, ma per fortuna quel sorriso stampato che allarga le mie fossette resterà cosa privata tra me e il finestrino. E fa niente se arrivo con due ore di ritardo a Milano, tanto sono ancora troppo inebetito. Anzi, galvanizzato.

E ora, scusate, devo andare a chiedere un’ora di permesso per venerdì, che avrò un treno da pigliare.

Postato da: LestatGe a 14:28 | link | commenti (16) |

lunedì, 15 maggio 2006

Sorvolerò sulle paranoie di Barbie. Il tipo, poretto, è solo esageratamente preso bene e le ha scritto due mail molto fantasiose ma divertenti. Personalmente non ci ho trovato nulla che lo faccia bollare come pazzo. Per di più il titoli gli è stato affibiato da una collega di barbie, che da anni è in cura da uno psicologo ed è molto ferrata sull’argomento psicofarmaci, quindi…

Sorvolerò anche sul pomeriggio a Portofino. Anche se eravamo entrambi meravigliosi, e esageratamente retrò, tutti e due linovestiti, a bordo del maggiolone d’epoca decappottabile di Barbie.

Il punto è un altro. In sto periodo scrivo a spizzichi e mozzichi. O scrivo e poi cancello. Da qualche tempo è iniziato, tutto e solo nella mia mente, l’ennesimo film. Film che sto facendo fatica a scrivere. Sostanzialmente sono sempre uguale a me stesso. E’ nato un interesse, ed è nato assolutamente per caso. Ci si è iniziati a sentire per telefono. Poi per ragioni contingenti i contatti si sono fatti più frequenti. E se prima non mi ero mai posto la domanda se il tipo potesse piacermi, pian piano il tarlo si è insinuato. Si, i presupposti ci sono. E ho iniziato a lavorare di fioretto. Compreso in questo assalto è rientrata la volontà di non scrivere nulla. Perché tutto quello che scrivevo suonava fuori misura. E quindi ho taciuto. Poi anche i messaggi della controparte si sono arricchiti di toni e termini che mi hanno fatto pensare bene (quel “piccolino”…mi ha lasciato un sorriso ebete tutto un giorno). Gli eventi però si sono susseguiti in modo tale che l’incontro sia stato rimandato di settimana in settimana. Perché qui iniziano le differenze con le mie infatuazioni precedenti: la volontà di vedersi è emersa subito, e la pianificazione è seguita immediatamente. Allo stesso modo mi sono ritrovato a confrontarmi con una persona ben piantata su questa terra: sebbene le carte, infatti, siano state messe in campo molto presto, entrambi ci siamo detti di vederci, e quindi capire…ovviamente ora arriva il ma. Mi ritrovo a non sapere, improvvisamente, se effettivamente ci vedremo. Causa di forza maggiore, diciamo così. E la cosa mi ha tenuto sveglio tutta notte, e fatto arrivare in ufficio con l’umore rimasto in riviera. Per una serie di ragioni. L’impossibilità di provarci, a vedere cosa ne viene. Ma soprattutto l’impossibilità di mettermi in gioco veramente: non solo al telefono, non solo via messaggi, ma di persona…scoprire se magari un mio sorriso vale la voglia di rivedersi di nuovo; scoprire se è bello o meno perdersi un po’ nei miei occhi senza stare a dire niente. Perché posso capire di non piacere, posso capire che il mio carattere possa non andare troppo a genio. Ma non voglio perdere senza neanche essere sceso in campo…  

Postato da: LestatGe a 10:01 | link | commenti (9) |